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ACIREALE, TECNICHE INNOVATIVE CONTRO LE MALATTIE EMORROIDARIE

Categoria: News

ACIREALE - Si è svolto ieri, venerdì 19 novembre, presso l’Aula conferenze del Presidio ospedaliero “Santa Marta e Santa Venera” di Acireale, il Convegno su “La prolassectomia secondo Longo: 10 anni dopo”. L’evento, accreditato Ecm, è stato coordinato dal direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Alfio Saggio. Responsabile scientifico è stato il prof. Giuseppe Pecorella. Ha introdotto i lavori il direttore generale dell’Asp Catania, Giuseppe Calaciura.
La malattia emorroidaria è la più comune affezione anale. Si stima che quasi il 50% della popolazione ne sia interessata nel corso della vita, e che di questa il 15% debba ricorrere a presidi terapeutici e chirurgici. La tecnica chirurgica più innovativa, degli ultimi due decenni, per l’intervento di prolassectomia è la tecnica ideata e perfezionata negli anni ’90 dal medico palermitano Antonio Longo, che ha permesso da un lato il raggiungimento di ottimi risultati in termini di guarigione e di comfort post-operatorio, dall’altro di intervenire nella cura della patologia emorroidaria ricostituendo la continuità intestinale senza asportare i cuscinetti emorroidali.

«A poco più di 10 anni dall’ideazione e messa a punto della tecnica - spiega Saggio - abbiamo ritenuto opportuno promuovere un’occasione di confronto e di discussione sulle potenzialità, sui limiti e sulle sue possibili estensioni applicative. È noto l’apprezzamento che questa tecnica riscontra non solo fra i chirurghi, ma soprattutto fra i pazienti che si dicono sempre più soddisfatti per il comodo decorso postoperatorio». La tecnica di Longo è adottata, ormai da tempo, negli Ospedali dell’Asp Catania. Nel corso di questi anni la metodica introdotta dal chirurgo siciliano ha permesso di rivedere la storia della cura e le basi fisiopatologiche della patologia emorroidaria, riesaminandone le tecniche di trattamento ed i risultati a breve e lungo tempo.

La metodica è stata preferita ad altri trattamenti della patologia emorroidaria per l’evidente efficacia dell’intervento (rapidità dell’esecuzione, minime complicanze, breve ricovero ospedaliero, rapida ripresa della vita sociale) e per la quasi totale assenza di dolore postoperatorio.
L’intervento, infatti, viene eseguito in zone non innervate e non vengono create ferite esterne. Ciò è reso possibile grazie all’utilizzo di una suturatrice meccanica che interviene sia nella resezione del prolasso sia nella sutura della mucosa sana. In questo modo il dolore postoperatorio è ridotto in misura consistente.
Il contributo scientifico del seminario si è rivolto non solo all’analisi delle virtuosità della metodica, ma anche delle potenzialità di estensione dell’applicazione.
«Abbiamo discusso sull’importanza e sui pregi della tecnica, che non è comunque totalmente priva di alcune criticità - aggiunge Saggio - e ci siamo anche confrontati sulle possibili estensioni in casi di prolasso del retto completo. Dalle discussioni presentate nel corso del seminario sono emersi interessanti elementi di riflessione per una sua proficua applicazione».

20 novembre 2010 (alr)

Catania, 24/11/2010

a cura:
dell'UFFICIO STAMPA