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ASP E CITTADINANZATTIVA, INSIEME CON UN UNICO OBIETTIVO: UMANIZZARE L’ASSISTENZA

Categoria: News

CATANIA – «L’umanizzazione è il grande obiettivo professionale ed esistenziale, mai completamente compiuto, di dare proporzioni di umanità alla nostra pratica clinica e all’organizzazione sanitaria. È l’ispirazione quotidiana nel nostro lavoro in sanità, che chiede di essere continuamente applicata e rimotivata». Il direttore generale dell’Asp Catania Giuseppe Calaciura con queste parole ha introdotto il convegno “Umanizzazione. Elemento fondamentale della politica sanitaria” organizzato in collaborazione con il Tribunale per i diritti del malato (Tdm) - rete  di  Cittadinanzattiva, movimento di partecipazione civica per la tutela dei diritti dei pazienti, che è in corso di svolgimento presso Palazzo Esa.
«Il convegno di oggi – ha continuato Calaciura - si colloca in questo solco ideale che non rimarrà però allo stato di mera “discussione” accademica, perché la presenza di tanti qualificati operatori e volontari è già un impegno a “mettersi in discussione”. Davanti all’uomo che soffre qual è il nostro compito? Non mi devo chiedere cosa devo o non devo fare. Cosa è o non è giusto fare. Ma: cosa posso fare? Quale gesto, quale parola, quale relazione posso costruire con l’altro che soffre? In ambito sanitario questa è la prospettiva non solo della qualità o della deontologia professionale, ma dell’etica. Detto in altro modo: del prendersi cura dell’altro. In questo modo siamo in grado di costruire, insieme ad altri, un nuovo profilo del sistema sanitario: come servizio alla persona. Siamo in grado di dare un nuovo senso al nostro lavoro, supportando le scelte cliniche ed organizzative attraverso la cultura dei valori ed attraverso la grande tradizione morale delle professioni di aiuto e del volontariato».
All’incontro catanese – moderato dal direttore sanitario Asp Domenico Barbagallo – diverse presenze: il presidente provinciale Amci Salvatore Castorina; il presidente onorario Sibce Antonino Leocata, il segretario regionale di Cittadinanzattiva Giuseppe Greco, la giornalista bioeticista Margherita Montalto, il presidente dell’Ordine Medici di Catania Ercole Cirino, il direttore Formazione della Fimmg Domenico Grimaldi, la presidente provinciale Avulss Catania Dina Castronovo, il presidente Ipasvi Giuseppe Donzuso e il presidente della Consulta Diocesana per la pastorale della salute Giuseppe Meli.
La qualità che si cerca nei progetti di umanizzazione non è solo quella medica, ma coinvolge una sfera molto ampia che va da quella infermieristica a quella alimentare, da quella logistica a quella ambientale, dall’estetica degli arredamenti ai rapporti con i familiari dei pazienti passando per lo snellimento della burocrazia e l’organizzazione di attività ricreative “sociali”. «Potrebbe sembrare retorico parlare di umanizzazione delle cure come se potesse esistere una medicina non  umana – ha sottolineato l’avv. Luigi Anile, responsabile scientifico del convegno, nonché coordinatore provinciale del Tdm Catania -  l'umanizzazione è presupposto della medicina, è cura e come tale questa non può che essere umana. Eppure ne parliamo perché  nei rapporti tra pazienti, strutture sanitarie e operatori sono presenti criticità che riguardano l'educazione, il garbo, l'incuria, il confort degli ambienti. L’8% delle segnalazioni che pervengono al Pit Salute del Tribunale per i diritti del malato riguardano questi aspetti e proprio quest'anno che ricorre il trentennale del Tdm, il premio Andrea Alesini porta come titolo Valorizzare una sanità più umana e rispettosa della dignità della persona. Un Servizio sanitario per essere veramente umano deve prendere in carico il cittadino nel processo di cura; curare le relazioni tra professionisti sanitari, personale impiegato nelle strutture socio sanitarie e cittadini (pazienti e familiari); assicurare confort degli ambienti e processi organizzativi vicini ai cittadini volti al   miglioramento della qualità di vita; trasparenza  ed accessibilità alle informazioni e partecipazione civica quale contributo al buon andamento della qualità dei servizi e dei processi organizzativi».

26 novembre 2010 (alr)

Catania, 29/11/2010

a cura:
dell'UFFICIO STAMPA