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ASP CATANIA, MODELLO DI BUONE PRASSI PER 250 COMUNI ITALIANI

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CATANIA - L’Asp etnea tra le prime aziende in Italia per l’impegno profuso a innalzare la qualità di vita dei disabili. Grazie al riconoscimento ottenuto sul territorio nazionale tramite la ricerca condotta dalla Fondazione Don Gnocchi sulla trasferibilità delle buone prassi, il modello “Catania” verrà esportato in 250 comuni italiani per la costruzione di un percorso professionale a favore dei soggetti con disabilità fisiche e mentali: «I ragazzi e le ragazze con disabilità – ha spiegato il direttore generale Asp, Giuseppe Calaciura, presente a Roma in occasione del convegno finale del progetto comunitario “Disability  and social exclusion” (Dse) - hanno diritto di vivere la maggiore età e sognare la loro indipendenza fatta di lavoro, autonomia nelle decisioni e progetti per il futuro. Quella del collocamento mirato è una realtà che si sta facendo sempre più strada: Catania ha anticipato i tempi grazie alla convenzione stipulata con l’Ufficio provinciale del lavoro nel 2001, nata con l’obiettivo raggiunto di realizzare un inserimento “pensato” del disabile, attraverso progetti individualizzati. Percorso che oggi ha portato a oltre 120 assunzioni di utenti in aziende ed enti pubblici. Siamo fermamente convinti che solo riconoscendo il valore di una vita indipendente si promuove la figura di soggetto di diritto che attivamente sceglie della propria vita, stipula contratti, decide da sé e per sé, e che da destinatario di risorse economiche diventa soggetto capace di creare ricchezza. Oggi l’Azienda sanitaria etnea, grazie al compimento di questo cambiamento – ha concluso Calaciura - viene riconosciuta dall’Isfol – Ente di ricerca del ministero del Lavoro - quale partner preferenziale per i progetti europei rivolti a quei soggetti che presentano un disagio psicosociale».
Un risultato davvero soddisfacente, ottenuto anche grazie all’applicazione della legge n. 68/99 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili) che supera l’impostazione assistenzialistica, cambiando l’approccio alla disabilità.
«Il progetto Dse – ha sottolineato Roberto Ortoleva, responsabile Interventi di Rete Asp Catania, a Roma per presentare i tre volumi della Collana Kairos - “Le buone prassi per l’inclusione socio lavorativa dei soggetti portatori di disabilità psicosociale” - nasce per superare pregiudizi e stereotipi, valorizzare esperienze e best practices, con l’obiettivo di diffondere la conoscenza attraverso iniziative territoriali che portino al superamento di comportamenti discriminatori ancora molto diffusi. Destinatari del progetto, che ha visto l’Asp Catania nel ruolo di capofila nazionale, sono stati infatti i disabili e le loro famiglie, gli assistenti sociali e gli operatori del settore, il mondo dell’associazionismo e del volontariato, le istituzioni del governo centrale, regionale e locale. Il dato di maggior rilievo sul nostro territorio non è solo quello relativo ai numeri degli inserimenti lavorativi realizzati, ma quello di aver creato in Sicilia azioni di sistema per i modelli di buone prassi, da cui emerge che le aziende stanno cambiando atteggiamento: cominciano a considerare la loro assunzione come un valore aggiunto, un arricchimento e non solo come un obbligo di legge».

25 marzo 2011 (alr)

Catania, 12/04/2011

a cura:
dell'UFFICIO STAMPA