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OSPEDALE DI ACIREALE, CALACIURA PRECISA

Categoria: News

«IL FURTO DI 30MILA EURO È AVVENUTO 2 ANNI FA, I PROBLEMI SI RISOLVONO IN ALTRO MODO NON SPARANDO A ZERO CONTRO TUTTO E TUTTI PER SOLLEVARE POLVERONI»

ACIREALE - «Quanto dichiarato nei giorni scorsi dal capogruppo Pdl alla Provincia, Gianluca Cannavò, ha lasciato tutti sgomenti: non solo la direzione, che rappresenta l’Azienda e che spesso è al centro di strumentalizzazioni politiche legate a notizie distorte, ma soprattutto i primari, i medici, gli infermieri del nosocomio acese, che rappresentano quanto di meglio la sanità siciliana possa offrire». Così il direttore dell’Asp Catania Giuseppe Calaciura, replica alle pesanti dichiarazioni che vedono al centro delle polemiche il presidio ospedaliero di Acireale.

«L’affermazione “l'ospedale di Acireale è l'emblema eclatante della malasanità siciliana” implica una disonestà intellettuale cinicamente adoperata allo scopo di creare allarmismo tra gli utenti, soprattutto se legata a un accadimento – quello del furto di 30mila euro  -  avvenuto nel novembre del 2009. Non si capisce pertanto come, una notizia di 2 anni fa, possa essere riportata all’attenzione di tutti, accompagnata peraltro da dichiarazioni quali “c'è un pronto soccorso che sembra un campo di battaglia”. Crediamo che l’ospedale acese sia al contrario un modello per la nostra Asp, e tanto stiamo ancora facendo per innalzarlo a eccellenza siciliana: una Tac di ultima generazione, la mobilità degli infermieri per mettere a regime l’organico, la modernizzazione delle strumentazioni, la formazione e via dicendo. Davanti alle criticità, alle problematiche aziendali, alle carenze – continua Calaciura - abbiamo sempre cercato di rispondere alle sollecitazioni provenienti dall’esterno, con onestà e correttezza: non permettiamo dunque bassezze di questo tipo che non fanno altro che provocare nei cittadini paure e preoccupazioni. Abbiamo appreso dalla stampa che lunedì si svolgerà un sit-in davanti all’ospedale, anziché sparare a zero, però, ci aspettiamo un documento con richieste chiare, che facciano riferimento a fatti realmente accaduti – e non relativi al passato remoto – e che mettano nero su bianco le criticità. Siamo stati sempre disponibili a risolvere i problemi e continueremo a farlo, non c’è bisogno di sparare all’impazzata contro tutti e contro tutto. Non c’è bisogno di far esplodere bombe mediatiche per il piacere di comparire sui giornali. I problemi siamo abituati a risolverli in altro modo. Più che malasanità questa ci sembra malapolitica».

27 maggio 2011 (alr)

Catania, 03/06/2011

a cura:
dell'UFFICIO STAMPA

 
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