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Presentato ai Benedettini il libro "Project management e salute mentale"

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È stato presentato stamattina, nel refettorio piccolo dell'ex Monastero dei benedettini, il libro "Project management e salute mentale - Il Progetto Ex Aequo", curato dal direttore generale dell'Asl3 dott. Antonio Scavone e dal responsabile degli interventi di rete dott. Roberto Ortoleva. La pubblicazione, realizzata nell'ambito del progetto Equal "Ex Aequo" di cui traccia un resoconto finale, mette in luce l'esigenza di coniugare un'assistenza efficiente con una politica di gestione efficace, attraverso la metodologia del case management. Assieme al manager Scavone, sono intervenuti il responsabile degli interventi di rete dell'Asl3 e coautore del volume dott. Roberto Ortoleva e il coordinatore del progetto Equal "Ex aequo" dott. Carmelo Coco. Presenti la dott.ssa Eleonora Romano, la dott.ssa Laura Baglio, la dott.ssa Gisella Summa e il dott. Rosario Cantone che hanno dato un contributo al libro, e gli operatori della Salute mentale dell'Asl3 e i rappresentanti degli enti partner del progetto. Di seguito il testo dell'intervento del direttore generale dell'Asl3 dott. Antonio Scavone: «Negli ultimi decenni la spesa sanitaria ha conosciuto, in Italia, una crescita costante sia in termini assoluti che territorializzati e l'economia sanitaria, considerata per molto tempo disciplina astrusa e per pochi "addetti ai lavori", è divenuta riferimento strutturale per governare, in termini di efficacia, di efficienza e di risultato, l'azione della pubblica amministrazione rispetto alla tutela e alla promozione della salute. Poiché la salute non può essere considerata un bene economico qualunque, risulta agevole comprendere come, accanto ai criteri di funzionalità della pubblica amministrazione, debbano essere posti quelli etici, sociali, politici del "FARE", in ambito sanitario, affinché l'appropriatezza della spesa pubblica si relazioni costantemente alla capacità del sistema di assicurare equità e pari opportunità. Tali ultimi principi, enunciati spesso nei documenti programmatori, non hanno trovato puntuale e facile attuazione mentre, in generale, il modello gestionale perseguito in Italia - e non solo in Italia - in ambito sanitario ha focalizzato l'attenzione sul contenimento spinto dei costi, "ghettizzando" la dimensione sociale della sanità, dei suoi aspetti irrinunciabili e, tra questi, quelli correlati alla re-inclusione globale delle persone con disagio psichico e mentale. Su tale versante, il quadro di insieme, tinteggiato nella relazione Eurostat per il 2007 su disabilità e lavoro in Italia, non sembrerebbe positivo; eppure è possibile coniugare il contenimento dei costi e la razionalizzazione della spesa con la coesione e l'integrazione sociale, con il benessere diffuso e l'equità civile a favore degli ultimi, delle persone con disabilità mentale. La testimonianza vera e concreta di quanto appena affermato, quale reale applicazione di una intelligente progettazione territoriale, ci viene proposto nell'ambito della salute mentale dal progetto Ex Aequo, i cui contenuti sperimentali e sperimentati, innovativi, sono stati condensati in questo volume "Project Management e Salute Mentale - Il Progetto Ex Aequo" curato da me e dal responsabile degli interventi di rete dell'Asl3 dott. Roberto Ortoleva. Un progetto, quello Ex Aequo, che costituisce una buona prassi per favorire percorsi di inclusione partecipata di persone in condizioni di svantaggio, con disabilità mentale, costruendo un sistema di rete territoriale con sinergie fruttuose e stabili tra istituzioni ed imprese, in una città metropolitana - quale è Catania - dove emergenza lavoro ed emergenza economica la fanno spesso da padroni. Percorrendo l'itinerario dell'opera, risalta con tutta evidenza l'unitarietà di un intervento progettuale con il quale le istituzioni sanitarie (l'Asl3 di Catania ed il dipartimento di Salute mentale), associazioni datoriali ed imprese profit, enti deputati alla formazione professionale e soggetti della cooperazione sociale, hanno voluto dare piena attuazione alla legge 68/99 (sul collocamento mirato per le persone disabili), ideando e realizzando una inclusione sociale ed occupazionale per oltre 30 persone con disagio mentale. Gettando innanzi qualcosa che ancora non c'è, sono stati elaborati e compiuti processi di formazione specialistica per ulteriori 100 persone, sempre con disabilità mentale e psichica, orientati a valorizzarne le abilità presenti, a far acquisire ciò che manca, perché ognuna di loro possa essere accolta nel mercato del lavoro e restarci a pieno titolo, anche come imprenditrice di se stessa. I risultati - stage formativi trasformati in contratti a tempo indeterminato, progetti di autoimprenditorialità, creazione di figure professionali quali i mediatori sociali (anello di congiunzione tra persone disabili e rete istituzionale e del lavoro) - rappresentano una moderna ed efficace strumentazione per l'inserimento delle persone svantaggiate nel mondo del lavoro, ma anche un vero e proprio processo pattizio per governare l'intero mercato del lavoro territoriale. È evidente che tutto questo non è stato di facile attuazione; lo dimostrano le testimonianze degli autori dell'opera impegnati - attori tra gli attori di tale progetto - nel costruire un efficace reticolo sociale con cui sconfiggere i luoghi comuni ed una cultura ostracistica verso la persona con disagio mentale, per affermare le ragioni, i valori, le scelte strategiche di una concertazione istituzionale e sociale condivisa, a favore dei più deboli, che deve tramutarsi però in "sistema consolidato". Sistema consolidato, quale sinonimo di un improcrastinabile mutamento culturale perché l'applicazione della legge 68 diventi la prassi sistematica di una civiltà che sappia transitare dal disagio alla promozione sociale. In ciò, ordinando elementi sparsi nel reale per ricondurli entro uno schema fruibile, organico, con il desiderio di vincere l'ignoto e lanciarsi in una corsa (come magistralmente richiamato dalla immagine contenuta nella copertina del volume), soprapponendo al destino una propria volontà. La volontà degli autori che, consapevoli delle asperità del terreno e del contesto globale in cui si opera, dimostrano di essere ben intenzionati a promuovere e rinsaldare processi gestionali che diano forza ad azioni e risultati un tempo considerati utopistici ed "irrazionali". Azioni concrete, dunque, per tradurre con i fatti i precetti costituzionali di democrazia partecipata e di cittadinanza attiva per tutte le persone».

Catania, 06/06/2008

a cura:
dell'UFFICIO STAMPA